Le Streghe

16 Febbraio 2023

Appunti su Streghe (per intervento in Radio con Elena (1978), e, poi, per La ballata delle 7 streghe)

Metto insieme gli appunti sulle streghe (quelli che mi sono rimasti dopo il tragico furto subito anni fa ad Arezzo).

Già il Vecchio Testamento parla di streghe e negromanti, per vietarne la consultazione e le pratiche: anzi prescrive (Lev. XXI, 18) che streghe e stregoni “non siano lasciati vivere”.

Nel Medio Evo, Satana può essere dovunque e chiunque. La sua potenza è testimoniata dalla feroce caccia alle streghe. (Doppio significato: la Chiesa e il ricorso a Satana per…, la Chiesa e la sua credenza in Satana. Il popolo e il rifugio o la ribellione in Satana, il popolo e la sua credenza in Satana).

Gli autori dei Flagella, dei Mallei, i racconti sui Formicari e sulle Lanternae, dettero legittimità alla caccia alle streghe e alla tortura. Amori delle streghe con i diavoli per avere potere. (Amore sterile, quindi sapienza delle pratiche contraccettive). (I difensori delle streghe le hanno viste come povere malate, non come ribelli, tranne Michelet.)

Già dal IV sec. si nominano le donne ingannate e possedute dal diavolo. La Chiesa le accusa di dire eresie. Le confessioni che si chiedono riguardo le ricette per filtri, in realtà sono chiaro segno di desiderio di conoscenza delle arti mediche, definite artifici magici.

Dal sec. X si conosce la Società di Diana, signora del gioco che ripropone e continua il Culto di Diana pagano, simbolo della luna (ma anche della donna cacciatrice, single, autonoma) e anche sopravvivenza, per alcuni, della rappresentazione di Ecate e della sua schiera notturna, in Europa del Nord col rito del “cacciatore selvaggio”. Diana si sovrappone anche a Erodiade, famosa ballerina, conosciuta come Salomè. Salomè e Herodiade, a volte anche identificate con Helda, tedesca, che di notte vaga o siede muta, dalla mezzanotte al canto del gallo, su querce e noccioli.  Spesso si cita Domina Abundia, che cavalca con altre di notte e dona l’abbondanza.

La credenza popolare le chiama “bonae mulieres” e invita ad apparecchiare per loro la tavola di notte. Helda e Abundia sono benefiche con le case accoglienti. Dunque, nella tradizione popolare, le signore notturne sono buone, non diaboliche. A Palermo, ancora oggi, molto amate le “belle signore” che, se non le si offendono, sono belle e buone e vanno in giro di notte. Diverse dalle streghe: “Non volano a Benevento le belle signore”.

La Chiesa fino a quel tempo viveva le streghe e le magie come allucinazioni, e minacciava vaghe pene spirituali. Intanto i vecchi Dei pagani nella stessa epoca cominciano a diventare Demoni. Così Diana viene identificata con Ecate e Proserpina ed è un demonio. Leggende su tagli degli alberi per sconfiggere i riti pagani.

Ancora nel sec. XII tutto ciò è ritenuto dalla Chiesa come superstizione. Sebbene inizi già parallela la credenza (solo negli scrittori cattolici?) che alla corte di Diana ci fossero donne cattive che lasciano i mariti di notte e vanno a uccidere e a cibarsi di membra, queste vengono reputate delle eresie. Insomma, le streghe non sono donne cattive e autonomamente eretiche, ma è il diavolo che le inganna.

Questa è la posizione della Chiesa fino al sec. XII circa. Cioè: non si deve credere all’esistenza delle streghe. Questo anche perché le credenze popolari sulle streghe, e quella altrettanto popolare riguardo Diana, fino al sec. XII sono separate, e solo successivamente si sviluppò la credenza delle donne alleate del diavolo.

Lamiae, stripes , erano fantasie o erano il diavolo. Nei primi secoli, la Chiesa condanna chi crede alle streghe. Poi comincia a cambiare tutto.

Processi a Milano nel 1300. Le streghe sono accusate di incontri e riunioni con la Signora d’Oriente, che risuscita animali, va per le case, insegna le virtù delle erbe.

Con il sec. XIV, e soprattutto col XV, saldandosi il concetto di stregoneria a quello di eresia, la Chiesa si inferocì.

Già S. Agostino riteneva le arti magiche arti del demonio, e sconsigliava lo studio dell’astronomia perché induce in errore. S. Tommaso affermò l’esistenza sia della magia sia della stregoneria. La magia è opera del demonio che può interferire anche su agenti atmosferici. Le streghe sono alleate del demonio e quindi vanno condannate. E proprio a Tommaso la Chiesa si rifarà per la caccia alle streghe.

Del 1484 è la Bolla di Innocenzo VIII che, a dire di alcuni, iniziò la caccia alle streghe. Certo è che con questa Bolla diventò dogma la credenza sulle streghe fino ad allora interdetta. Inoltre è Innocenzo VIII che investe i due domenicani a scrivere il Malleus. (C’erano alcuni predicatori, ancora nel sec. XV, che sostenevano che le streghe non esistessero, e contro di loro si dové dimostrare da parte della Chiesa che esistevano, appunto per atterrire il popolo. Così montarono tanti processi in Conventi. Se si pensa al numero enorme delle condannate, si capisce che è condannata una cultura, non ribelli singole. Ma è quella cultura che ha permesso la nascita delle ribelli, e che produce saggezza oltre che , e prima che, superstizione).

Alla fine del sec. XV, von Heinrich Institoris (conosciuto anche come Kramer) e Jacob Sprenger scrivono il Malleus Maleficarum. Nel 1398 già la Facoltà teologica di Parigi ha stabilito che tutti i riti non cristiani sono un patto col Diavolo. Così, anche le donne che curavano con erbe e formule erano ora definite streghe. Tutto il sistema di cura della campagna è messo sotto accusa.

Il Malleus venne riconosciuto dalle più alte autorità: il Papa, l’imperatore Massimiliano I, e da un falso documento della Facoltà di Teologia di Colonia (costruito dallo Institoris, uno dei due estensori del Malleus). Nel Malleus si dicono tante idiozie che è impossibile qui riportarle tutte. Ad es.: una donna accusata di stregoneria, perché la si è vista volare mentre era a letto col marito. E attenzione! col marito c’era il diavolo che aveva preso la sembianza della donna.

Tutti gli inquisitori e gli autori del Malleus, e di altri documenti analoghi, spiegano la grande quantità di streghe e il maggior numero di peccatrici rispetto ai maschi, risalendo al carattere naturale femminile. Sprenger e Institoris riprendono i detti più banali (pronunciati però da santi, nuovo testamento, autori latini) riguardo i guai del matrimonio e delle donne. Così Santippe e il povero (!!!) Socrate.

Il punto è che, spiegano nel Malleus, la donna è perversa di natura, cioè creata da costa curva, e dunque è storta. Si citano Troia e Elena, Roma e Cleopatra. Adamo fu indotto a peccare da Eva (a sua volta convinta dal Diavolo). Si creano improbabili etimologie: Feminae verrebbe da fe e minus (di minor fede); malefiche da male de fide sentiendo. Gli uomini non sono così cattivi, ringraziando dio!

In certi processi (sec. XV), viene spesso fuori che il corpo delle riunioni notturne è “la signora del gioco” (gioco come evento teatrale o messa in scena…). A volte c’è anche un signore del gioco. Tanto gli uomini che le donne si accoppiano con partners giovani e belli e belle (parità!). Molti parroci e confessori saranno processati. Molte donne parlano di sogno, di incantesimo.

Queste testimonianze, differentemente da prima, raccontano che nelle riunioni si oltraggia la croce, si giace promiscuamente, ecc. Il diavolo può essere crudele, mentre la tradizionale signora del gioco era sempre buona con le sue compagne. (Anche all’interno di questa stregonizzazione, direi, il maschio cerca di prendere il primo posto, sottraendolo all’autentica signora.) La ruta è erba magica, la piva è strumento usato spesso in queste riunioni. Il verde è il colore dello sguardo di Satana. L’inversione è tecnica stregonesca. Nei gesti e nelle parole.

Col sec. XVI si afferma la moderna concezione della stregoneria. La tradizione popolare racconta di bambini succhiati vivi, di filtri magici, ecc. (Mi viene in mente il libretto di Isabella Cortese (I secreti…da me rieditato), che è del 1540 e i molti libri di segreti medicinali stampati in quegli anni.)

Si intensificano processi a donne che negano di essere streghe ma solo medichesse. In più di un caso, dopo la tortura, la poveretta confessa che l’iniziazione ha bisogno di una maestra-strega che guidi il processo, prima c’è la negazione del battesimo, poi il volo a Benevento mormorando “Unguento, unguento/ portace al Noce di Benevento/ per acqua e vento / e per ogni maltempo”. E’ l’unguento preparato dalle streghe e benedetto dal Diavolo che permette di volare.

Una testimonianza racconta che, dopo l’unzione, si evoca Maometto, che viene e con lui si amoreggia, poi arriva un cavallo senza coda e senza orecchie e con un grande becco peloso. Su di lui si vola a Benevento, alla noce. Qui ci si diverte. Oppure il diavolo le porta a Todi, o in altre località, comunque sempre a un noce che non dà frutti e intorno c’è spazio per ballare.

Tutti quelli che citano Benevento sono concordi nel dire che è il luogo più famoso, di depravazione, orge sessuali. Il Diavolo ama il Noce di cui si offre un’altra etimologia bislacca: Noce viene  da nocere!!! La storia del Noce è dal 667, e già da allora simbolo di sesso e liberazione. Le streghe a Benevento chiamano “magisterulus” il loro diavolo, Diabolone o Martinello.

L'unguento è fatto con il cadavere di un bambino nato morto o pagano, cioè senza Battesimo. Le streghe gli tagliano la testa, lo fanno bollire con gli intestini da fuori, finché non si disfa. Successivamente si manipola, si sotterra per 40 giorni, infine si fa benedire dal Diavolo. L’unguento serve anche a far morire di consunzione i bambini semplicemente toccandoli. Si parla anche di bambini impalati e sepolti (ma sappiamo che tanti Signori si facevano portare bambini per sodomizzarli e ucciderli).  Altre streghe dicono che i loro unguenti sono fatti solo di erbe. Altri processi (es. Matteuccia) con notizie di voli a Benevento.

La famosa Bellezza Orsini, processata, racconta tutte le nefandezze possibili e anche assurdità del tipo che, non potendo entrare nelle case con le luci accese, loro prendono la gatta di casa, “le mettono la lingua in bocca con lo sputo” e la mandano a spegnere la luce. Secondo la testimonianza, estorta, di Bellezza, le streghe sono organizzate in squadre, con a capo una strega capitano e 30 o 40 scolare. A capo di tutte la regina.  Il dominio di cui fa parte si stende da Perugia a Napoli ed è comandato da Befania, che sta a Rieti. Lì comanda 12 streghe-corrieri che, ogni 1° novembre, si riuniscono, per il resto portano ordini, si aiutano reciprocamente, si forniscono l’unguento, e, sempre Befania, cede sangue e carne fresca, alle squadre sfortunate. Tutto ciò ricorda l’organizzazione che Boccaccio racconta nella novella di mastro Simone, presa dalla tradizione popolare della compagnia di Diana, solo che in quel caso sono uomini.

Befania, la regina, nella credenza popolare, è tutto sommato buona. Non solo, ma se il Diavolo fa bisticciare le streghe tra loro, Befania le concilia, infligge penitenze, ordina che si astengano dall’andare col Diavolo, ecc.

La memoria più antica circa il noce di Benevento, il luogo più famoso di tregenda nell’Italia Meridionale, è dei primi anni del sec. XV, in una predica di S. Bernardino.

Ci sono molti processi, e quasi tutte le accusate sono guaritrici, medichesse, curano e guariscono da veleni, ferite, il mal d’occhi, le malattie delle donne, ecc. Insomma, nelle “streghe” italiane del XVI permangono motivi della Società di Diana.

A iniziare dal sec. XVII, si afferma definitivamente, anche in Italia, al posto della ”bona societas”, la “societas diaboli”. Marchio del diavolo. L’iniziazione è marcatamente anti-Dio, rinuncia al battesimo, schiavitù totale al diavolo... I particolari orripilanti delle confessioni sono ricavati dalle credenze che ormai circolavano sulle streghe. Befania è scomparsa e il loro capo è un maschio. Sono ormai definitivamente cattive. Le streghe confessano di avere abiurato a Cristo, di aver calpestato la croce, di aver adorato i demoni, di aver toccato, o guardato, i bambini per farli morire. Sono condannate a morte. Perché eretiche. Insomma lotta agli eretici, e tanto più se donne e appartenenti al popolo. A Como e in Valtellina il maggior numero di processi e condanne.

(Lo sguardo della strega è così forte che fa reale ciò che vede e come lo vede. Le donne superbe di qualcosa sono peccatrici, eretiche, possedute dal diavolo.)

Antifemminismo e misoginia della Chiesa. Nel Medio Evo prolificano canti misogini.

La donna è l’origine del peccato, è la tentazione della carne, cioè il Diavolo. (Si arriva a proclamare, da parte di alcuni “religiosi” la preferenza di accoppiamenti sessuali con altri maschi, perché non impuri come le donne). E, nel Malleus, sono presentati casi di impotenza maschile di vario genere imputati alle streghe.

Il processo si apre per denuncia, o d’ufficio. Assurdità totali sui testimoni, gli indizi, le prove, i modi per ottenere le confessioni. Le streghe hanno pozioni e scongiuri che impediscono loro di sentire dolore. E si afferma che chi non piange è strega.

Era vietato far morire sotto tortura, il Malleus afferma che quando muoiono è stato il Diavolo a prenderle.

Paracelso affermerà che ciò che è stato creduto stregoneria diverrà la base del sapere scientifico e medico. Della Porta, a lui contemporaneo, cercherà di conoscere i segreti delle streghe, e riterrà che l’unguento è un eccitante e un sonnifero, una droga, che le fa addormentare e sognare eventi straordinari. Della Porta passerà qualche guaio (siamo a metà 500) e si difende sostenendo che ha raccolto ricette per mostrare che non sono magia ma natura. Della Porta, nonostante la sua posizione più razionale, e proprio per questo, è, a mio avviso, simbolo della sottrazione del potere alle donne da parte del potere maschile, della sua capacità di indagare e di appropriarsi di tutto ciò che la ricerca femminile aveva generato.

Nel 1862, il grande storico e filosofo Jules Michelet pubblica La strega, libro importantissimo di cui mi limito qui a riportare poche cose essenziali.

Per Michelet i processi alle streghe e alla stregoneria sono il segno della sopraffazione da parte della chiesa e dei Signori. Michelet fa la storia della nascita del potere del diavolo nella credenza popolare che è in effetti proiezione della paura, manipolata dalla Chiesa, dei desideri, della cultura delle donne contadine, oppresse dai Signori.  E’ storia straordinaria anche quella del passaggio del diavolo da spirito a corpo.

Bibliografia abbastanza ampia, qui segnalo soprattutto G. Bonanno, Caccia alle streghe, Palermo 1971; Treccani, Streghe, J. Michelet, La strega.

 

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