Felice Piemontese, 1999

22 Ottobre 2026

 

La memoria

è donna

FELICE PIEMONTESE, Il Mattino, 17 luglio 1999

 

«LE AMICHE DI CARLA» ANNA SANTORO RACCONTA LA STORIA DI TRE ESISTENZE, INTRECCIATE E POI DIVISE CHE Si RITROVANO DOPO ANNI NEL RICORDO DELLA COMPAGNA MORTA

 

Nota finora come poetessa nelle punte più alte e significative, Anna Santoro è

una presenza di rilievo nella scena napoletana. Tenta ora anche la via del romanzo pubblicando Le amiche di Carla (Filema, pagg. 200, lire 20mila), un libro nel quale si trovano riassunte in forma narrativa tutte le tematiche care all'autrice e a quella parte (la più politicizzata) del movimento femminista al quale la stessa Santoro ha fatto o fa riferimento.

Romanzo di grande ambizione e dalla struttura complessa (ma scorrevole) nel quale le esistenze di tre donne, diventate amiche sui banchi del liceo, s'in­trecciano in maniera ine­stricabile con le convulse vicende di questo Paese, soprattutto con la stagio­ne della contestazione in un continuo variare di punti di vista (con passag­gi anche dalla prima alla terza persona) che è tra le. cose migliori del libro. Cosicché finisce con l'as­sumere un ruolo centrale la figura di Carla, l'inse­gnante di filosofia delle tre ragazze che, coinvolta quasi senza volerlo in una vicenda di terrorismo, rimarrà uccisa durante un’irruzione della polizia.

A distanza di anni, e dopo un'infinità di cose che ne avranno segnato la vita, le amiche si ritroveranno (una sorta di «Grande freddo» tutto al femminile) e scopriranno che proprio Carla continua a rappresentare il legame sottile che, più ancora dell’amicizia, della solidarietà femminile eccetera, le unisce e, nel riesame critico del passato, consente di guardare al futuro con gioia ed entusiasmo nonostante i fallimenti, le malattie e anche la giovinezza ormai lontana.

Pienamente consapevole di muoversi su un terreno minato - l'amarcord, il romanzo a tesi, l'impegno i'ieux style - la Santoro ha scelto di dare un taglio ellittico alla narrazione, rinunciando a un percorso lineare, saltando passaggi di modo che certi sviluppi a volta rischiano di essere un po' oscuri per il lettore. E non è sempre riuscita a evitare qualche eccesso sentimentale o declamato­rio, quasi inevitabile soprattutto nei lunghi dialo­ghi finali. Non c'è dubbio, però, che Le amiche di Carla sia un romanzo molto intenso e fortemente sentito, nel quale molti (e non solo donne) si ritroveranno. E non per piangersi addosso e contemplare le (troppe) ferite inferte da una Storia che non ha voluto saperne di andare dove si sarebbe voluto. Un romanzo, cioè, pieno di vita e con una sua strana (femminile?) allegria, anche se tutt'altro che allegre sono le storie che racconta.

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