Guerriera Guerrieri, La Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele II di Napoli, Milano, Ricciardi, 1974
Poco prima del 1980, iniziai la ricerca che anni dopo mi portò a creare il Catalogo della scrittura femminile a stampa presente nei fondi librari della Biblioteca Nazionale di Napoli, prima in cassette manoscritte, compilate con un gruppetto di giovani donne e uomini e consegnate all’Università di Napoli, poi a stampa (Napoli, 1984 e, nuova edizione ampliata: Napoli, 1990).
Durante quel lavoro appassionante e del tutto nuovo, lessi il libro della mitica Direttrice Guerriera Guerrieri e presi questi veloci appunti, alcuni dei quali sviluppai nella Prefazione al Catalogo stesso. Qui però li pubblico fedelmente così come li scrissi allora, anche se successive letture e lo stesso lavoro e la frequentazione assidua della meravigliosa nostra Biblioteca mi insegnarono molte altre cose. Attiro comunque l’attenzione sulle modalità di arricchimento della Biblioteca, sulle vicissitudini nelle varie epoche storiche che ha attraversato, sulla sua ricchezza come accoglienza e funzionamento rispetto ad altre città d’Italia, e infine sul fatto che, anche per quel che riguarda i fondi assegnati dallo Stato italiano, Napoli fin dall’Unità, fu sostenuta molto meno di altre città.
Ecco:
“(Guerriera Guerriera nacque a Cortona (Arezzo) nel 1902, poi si trasferì a Napoli con la sua famiglia. Nel 1942 divenne Direttrice della Biblioteca. Morì a Cortona nel 1980)
Leggendo, si capisce perché tante poche sono le opere di donne accolte in Biblioteca, specie per il primo periodo. A parte le solite riflessioni fatte tante volte, un importante motivo è anche che tutto l’interesse è rivolto ai classici, ai manoscritti, e simili… Molte perdite. Spesso sono Monasteri che donano e arricchiscono, oppure nobili, dotti, eruditi. Le opere in tedesco o in francese sono spesso dono di qualche regina.
- 3) Biblioteca Reale. Fondazione della Bibl. Naz. Di Napoli nell’ultimo ventennio del sec. XVIII con il trasporto della Raccolta Farnesiana trasferita a Napoli da Carlo di Borbone, figlio di Elisabetta Farnese, da Parma, nel Palazzo degli Studi, oggi Museo.
- 4) Carlo nel 1735 fece restaurare il Palazzo. Già si erano aggiunti libri confiscati (es. al principe Tiberio Carafa), e libri che si stampavano nel Regno, dei quali dal 1739 un esemplare deve essere dato alla Biblioteca del Re.
- 7) I lavori iniziati verso il 1778 per accogliere la Biblioteca Farnesiana e Palatina, due accademie e altro.
- 10) Era la prima Biblioteca, dopo 3 secoli, per uso pubblico (ma c’è già quella di S. Angelo a Nido, sempre a Napoli).
- 12) Stampa del Catalogo c. 1796-1800. Nota: “Furono venduti libri ritenuti inservibili”.
- 13) Incremento con libri provenienti dalle Biblioteche dei Gesuiti dopo l’espulsione del 1767 e con librerie acquistate da privati (principe di Tarsia) più quelli dell’Accademia Ercolanense. Nota: Le Biblioteche del principe di Tarsia, già aperte al pubblico nel 1747, poi vendute nel 1790 al Re di Napoli. I bibliotecari notano la mancanza di quattrocentine e si arriva fino a richiedere che si emanasse un ordine per il Regno con il divieto che uscissero.
- 14) Arricchimento dai Conventi soppressi. Tra questi, quelli francescani avevano molte quattrocentine. Nel Fondo della Biblioteca c’erano da smaltire “libri di Teologia, di Storia ecclesiastica, Prediche e simili…” Nel 1793, diritto di stampa alla Biblioteca (che decade nel 1860, in Nota). Incorporate le Biblioteche del Monastero di S. Severino e Sossio, della Certosa di S. Martino, di S. Giovanni a Carbonara. Nel 1799 molte casse da Roma da parte di Padre Ridolfino Venuti (erudito e studioso di antichità, partecipante in molte Accademie…).
- 15) La Giunta o Commissione eletta nel 1802 costituita da dotti in storia e fisica sperimentale, medici di anatomia, studiosi di lingue esotiche, storia naturale e numismatica, vescovi, dotti grecisti, teologi e abati… Molti doppioni. Da Taccone, uno studioso devoto alla Biblioteca, molti libri in dono a più riprese.
- 16) Apertura della Biblioteca con solennità nel 1804
- 17) Terremoto del 1805 danneggiò la Biblioteca. I libri furono tolti e rimessi nel 1806. Sempre nel 1806 (p. 18), il Re lascia Napoli e va in Sicilia, e con lui partono alcuni manoscritti. I Gesuiti tornano a Napoli, e arriva anche Giuseppe Napoleone.
- 20) Arricchimento con soppressione di biblioteche monastiche nel 1807, e anche dalla Biblioteca della Certosa di Padula nel 1811 e 1813. In Nota: “molti libri non ritenuti utili furono ceduti o venduti ad altre biblioteche”. Nel 1816 la Biblioteca, oltre che Reale, fu Borbonica.
- 21) Dal 1817 al 1822 fu sottoposta al Museo ma poi tornò indipendente. Nel 1822 gran parte della Raccolta Tacconiana venduta al Re Gioacchino. Ferdinando IV la fece dividere tra la Biblioteca dell’Università e la Biblioteca Reale. (La scelta avviene per materia ma anche per bellezza delle edizioni).
p.23) Libri a stampa classificati secondo 35 gruppi (cfr. nota 2) (es. Bibbia, Concili, Teologi, Diritto, Philosofia, Medicina…) e i gruppi portano intestazione in latino.
- 24) Lavori di legatoria e restauro.
- 25-6) Nuove immissioni dalla Reale Società Borbonica incorporata nel 1827. Cataloghi dei manoscritti greci, latini, e degli incunaboli…
- 29) Inventario nel 1853 completo, anche di libri tedeschi.
- 33) Grande attenzione per i manoscritti. Inventario dei manoscritti. Perdita di tanto in tanto di cose preziose che vengono portate via.
- 35) Nel 1860 diventa Biblioteca Nazionale, però vengono allontanati i vecchi funzionari e viene riformato l’organico. (Ministro Pubblica Istruzione: De Sanctis)
- 36) Nel 1861 nuova pianta organica e nuovo Regolamento. Più tardi un Regolamento comune alle biblioteche governative. Nota 2: Arricchimento con acquisti e con soppressione di ordini religiosi.
- 37-38) Gli ordini soppressi (non la Biblioteca dei Gerolomini e un’altra con nome qui illeggibile per la mia scrittura orrenda) dettero i libri alle tre biblioteche pubbliche: la Nazionale, L’Universitaria, la S. Giacomo. La Nazionale, come da accordo, ebbe soprattutto manoscritti, libri illustrati, i pregiati…
- 39) Nel 1878 donazione di Carlo Troja. Nel 1890 la Biblioteca donazione del conte Lucchesi Palli.
- 45) Aggregazione della Biblioteca S. Giacomo nel 1875. Nel 1876 Regolamento comune a tutte le Biblioteche del Regno. Nota 4: Il direttore Vito Fornari rilevava che le dotazioni dello Stato alla Biblioteca di Firenze e Roma erano maggiori di quelle a Napoli: Roma, 58.000, Firenze, 45.000, Napoli, 24.000. Eppure alla Nazionale di Napoli nel 1895 i lettori furono 151.848 e le opere richieste in lettura oltre 222.000, nel 1896 lettori 172.676 lettori e 243.020 opere date in lettura. Insomma La Biblioteca Vittorio Emanuele di Roma rimaneva inferiore di oltre un quarto e la fiorentina di ben oltre la metà. E quindi Formari chiedeva ulteriori fondi.
- 47-48) Con il nuovo direttore E. Martini inizia il Catalogo a soggetto.
- 49) 1913, Immissione della “Biografia Casella”, raccolta di c. 1500 documenti e fogli per la storia delle province meridionali dal 1573 al 1814, dei manoscritti Cuoco e le raccolte di Saverio Correra.
- 50) Tornano libri e altro, prima presi e portati a Vienna.
- 51) Problemi di trasferimento sede (Croce)
- 52) Nota nel 1907 si avanza l’ipotesi di aggregare la S. Giacomo e la Brancacciana.
- 55) 1922, Delibera del palazzo Reale da poco ceduto dal Re al Demanio Statale.
- 60) la legge del 1920 prevede che nella Reggia ci siano altre Biblioteche: la S. Giacomo, la Provinciale, la S. Martino, la Brancacciana.
- 64) Inaugurazione nuova sede nel 1927. Nel 1929 Mostra Biblioteche Dell’Italia Meridionale e della Sicilia. (Catalogo in Atti del Congresso (I° Congresso mondiale delle Bibbie di Biblioteche) VI (1933) pp.128-86, già pubblicato per l’inaugurazione della Mostra.
- 66) Arricchimento dal 1921 al 1929: autografi di Vico, miscellanea d’Ovidio, raccolta De Marinis, Garofalo… Dal 29 al 35 lettere autografe del Tasso, codice delle lettere di Pier delle Vigne, un codice dell’Arcadia dal Sannazzaro…. Carteggio Monticelli che con le raccolte Ricciardi e Ranieri documenta la vita napoletana della prima metà dell’800. 1932: Diritto di stampa per la Provincia di Napoli (perso nel 1860). 1934: dono Mirabelli (giornali, miscellanee…).
- 67) Mostra sui Grandi Campani. Nota1: cfr. Mostra storica e bibliografica dei Grandi Campani della Real Biblioteca Nazionale, Napoli, 1936.
- 68) All’incirca 1936 inizio dei Quaderni della Biblioteca Nazionale di Napoli. Inizio trasferimento dei libri a causa della guerra. Manoscritti e incunaboli presso il Santuario di Montevergine. Dal 1942 (al 67) direttrice G. Guerrieri che gestirà la protezione dei libri durante i bombardamenti.
p.69) Ancora trasferimento di preziosi nella Badia di Loreto di Mercogliano, e (p. 70) a Montevergine, a Calvi Risorta, a S. Giorgio nel Sannio, Aversa…
- 71) 1943: Aumento dei bombardamenti, colpita la Biblioteca, lavoro di ricerca e estrazione dei volumi dalle macerie. Saccheggio dei tedeschi. Le casse di Teano portate dai tedeschi a Roma.
- 72) Recupero delle casse anche sfasciate da Calvi Risorta.
- 77-78) Biblioteca Elena d’Aosta (con le carte africane) donate alla Biblioteca, Maggio 1948: Mostra Bibliografica del 1848 napoletano, più Mostra dei libri per ragazzi, più ripresa dei Quaderni.
- 79) 1949: Mostra internazionale del libro per l’infanzia. 1950: Mostra bibliografica del Catalogo unico delle Biblioteche Italiane.
- 81) Nota 2: Mostra del 1952, Libri a stampa napoletani dal 1400 al 1800.
- 84) 1957, Inizio del Bollettino delle nuove accessioni.
- 85) 1960, Mostra della stampa periodica napoletana dal 1799 al 1860. 1961, Mostra di giornali e riviste dal 1861 al 1910, Mostra della stampa periodica in Campania e in Calabria dal dopoguerra ad oggi (1943-1962)
- 87) 1963, incremento: Biblioteca dell’USIS di Napoli (???). Omaggio a Kennedy: sezione americana.
- 88) 1964: donazione della raccolta Viggiani, raccolta Cappiello, raccolta Zangani
- 90) 1966, dono della raccolta Notarianni, acquisto delle carte di Gaeta (?), incunaboli, libri di Fausto Nicolini
RACCOLTE
Importante: (p. 95) la politica culturale della Biblioteca ha “carattere generale: meglio rappresentate le discipline storico filosofiche”. Per l’aggiornamento è curata la cultura dell’Italia meridionale. Carattere di Biblioteca “di alta cultura”.
- 140)
- Fondo Farnesiano (Cardinale A. Farnese, Papa Paolo III, Principe): manoscritti greci, preziosità, codici
- Fondo di S. Giovanni a Carbonara: codici e dotti
- S. Giacomo: discipline letterarie
- S. Martino: Settore drammatico (ma le schede sono alla Nazionale?)
- Provinciale: scientifici, architettura, carte geografiche
- Brancacciana: (del Cardinale Brancaccio, a Roma (???): Storia di Napoli e del napoletano, incunaboli, testi letterari…
- Libreria M. Carolina: opere storiche e fil e lett. Tedesca
- Lucchesi Palli: opere teatrali, musica
- Palatina: stampe, scienza, Belle lettere, libri proibiti
- Fondo Costa: storia, sociologia, filosofia, religione, letterature (specie francese), Napoli.
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