Patriarcato: dal rifiuto dell'ascolto al femminicidio, di Anna Santoro*

22 Novembre 2022

Patriarcato: dal rifiuto dell'ascolto al femminicidio
di Anna Santoro*

Una delle caratteristiche del patriarcato è l’assoluta mancanza di pietà, cioè il rifiuto dell’ascolto delle ragioni dell’altra (e anche dell’altro che a lui è sottoposto). Non ci sono ragioni al di fuori delle sue, diverse, non ci devono essere. E questa linea va mantenuta fino alle estreme conseguenze.

E quando cito “le ragioni dell’altra”, intendo non solo le idee, ma il corpo che le genera: le ragioni di un corpo diverso dal suo.
E’ questo che porta alla guerra (più altre ragioni ovviamente): il disprezzo per i corpi che il patriarcato, attento unicamente a perseguire i propri interessi, i propri piani, la propria sete di dominio e di potenza, manda a morire.
Non può fare altro.
Se è patriarcato, se è accettato, seguito, reputato l’unico sguardo sul mondo (che dunque fa a sua immagine), l’unico posizionamento.

E’ questo che porta il terribile delitto di Saman: il patriarcato non si sposta da se stesso, fino, in questo caso (e anche in altri), all’uccisione della propria figlia.
Ed è ancora questo che porta la serie infinita di femminicidi: i corpi delle donne che non interiorizzano la visione patriarcale vanno eliminate, perché pericolose, perché attaccano il pensiero unico.

Non sempre queste donne massacrate sono consapevoli di aver attaccato la supremazia del boss, vorrebbero solo scegliere a modo loro.
Mi viene in mente un film di tanti anni fa: Ugo Tognazzi è il marito di Delia Boccardo ed è in prigione, ma ha modo di uscire la notte e di recarsi da lei.
Da quegli incontri lei rimane incinta. In paese si mormora che lui è cornuto, perché evidentemente non è il padre. In realtà, tanti sanno la verità, ma l’onore, più che essere una sostanza, è un’apparenza (oggi si ripete in più occasioni che il politico non deve necessariamente essere onesto, ma apparire tale), così lui deve ucciderla.

L’altra sera ero a una riunione di condominio e guardavo i partecipanti da una distanza... verrebbe da dire: siderale.
In realtà da una distanza di genere. Come in tante altre riunioni condominiali o a scuola, erano presenti uomini (???), capoccioni, che urlavano senza ascoltare altri interventi, interrompendoli, dando sopra con la voce, esattamente come ormai siamo abituati a vedere in tanti talk, o in incontri tra politici.

Sommesse alcune donne assentivano, cercando lo sguardo di approvazione degli energumeni. Pur non avendo nessuna voglia di scontrarmi con quella gente, ho cercato di dire la mia. E ci sono riuscita, attirandomi ancora di più il loro odio. Anche questo è Patriarcato, ed è parte della cultura che porta assassini, violenze, guerre.

*Componente del Comitato Scientifico dell'Osservatorio

Da: Osservatorio sulla legalità e sui diritti

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