Da: Fare letteratura oggi. Trento 2003. pag. 24
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Tra i contemporanei, Anna Santoro lo racconta con forza poetica, per esempio nel Prologo del suo romanzo Le amiche di Carla (1999), dove la posta in gioco della letteratura non è mai confusa con gli effetti del dire, né con una presunta eccellenza espressiva. Santoro parla della: «...necessità di raccontare, rappresentare o di fermare semplicemente, la meraviglia» e sottolinea che: «... In quanto al riuscirci è un altro discorso».
Anche qui ravviso traccia di una sensibilità contemporanea che non fa dipendere lo scrivere dal 'bello', ma che addita ad un «altro discorso», che non è, a mio giudizio, un semplice 'dire altro', nel senso che non è un altro discorso tra i tanti, ma piuttosto è un modo per sottolineare il rischio inscenato dalla letteratura, ossia rappresentato e messo in atto dal fare letteratura, che, come diceva Barthes, testimonia/produce «un nuovo stato filosofale della materia linguistica», uno «stato inaudito [...] fuori origine e fuori comunicazione». Potremmo definirlo lo stato squisitamente letterario del ri-presentare (anche) il rappresentare.
Santoro ci ricorda, senza mezzi termini, che da esso «dipende se la nostra passione prenderà forma», conferendo così alla letteratura un compito profondissimamente umano, nel senso di costitutivo del soggetto.32
Insomma: ancora una volta, il pensiero della letteratura (nel doppio senso del genitivo, ossia: il pensiero che la letteratura pensa, e il pensiero che sulla letteratura riflette), continua a ricordarci che l'origine sta dopo la traccia, e non prima di essa, il che significa anche che dipende se e quale passione prenderà forma, in assenza di qualsiasi garanzia deterministica.
Torno quindi a ribadire che davvero nel 'fare letteratura' non si vuole giocare un recupero (illusorio?) «del diritto di aspirare alla bellezza, di possederla ed esserne posseduti», per consolarsi del fatto che «si è andata indebolendo una teoria politica della felicità» e che quindi ci si oppone alla tendenza consumistica di,,,,
32 A. Santoro, Le amiche di Carla, Filema, Napoli 1999, p. 7.