V e l e g g i o / occhi socchiusi / in
una nubebolla / mentre
spilli e corpi contundenti
giocano / a chi mi fa più male / e
sballo capitombolo boccheggio
in apnea
e poi / bimbumbimbam
incomprensibilmente
squarci di distese / mare o
pianura verde aperta al sole /
fanno capolino e mi riprende
la voglia di ballare
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Quando la notte
abbuia il tuo giardino e il vento
intirizzisce cuore e dita e il cavaliere
nero / senza una parola / un breve cenno
avanza
tu vieni zitta zitta / lunare / a
rintanarti nell’incavo / tra la spalla e
il collo / sospiri piano e t’addormenti
rassicurata dalla mia mano
tra i capelli
Quando le giornate
sono luminose / nell’aria gentili
suoni / profumi tenui / e dai cespugli
spingono fuori il naso
scoiattoli e topini
vivi la gioia e / passetti
brevi / accarezzi il prato e
il selciato / mentre quel tristo
si rifugia tra sabbia sassi e
spazzatura
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Non è pranzo di gala né pizzetta
al forno / né marciare insieme
per un nuovo mondo o
disquisire / tracciando divisioni
Non è urlare odio accumulato e
prendere d’assalto la Bastiglia
picchiando su teste dure e vuote
non è occhi stretti e pugni pronti
Forse è riavvolgersi e
ricominciare / tenerezza occhi asciutti
ciascuna sfida quotidiana serve a
scavare l’anima e il tramonto
È contare passi sull’acqua e annegamenti
scomparse / le disperazioni / è
nutrirsi di ciò che la felicità disegna
sul volto di chi ci passa accanto
È occuparsi di quel bambino lì / delle
emozioni che nasconde con un
sorriso incerto / della bambina che
cammina a testa alta curiosando
di quella vecchia che s’incanta nei
ricordi / sgambettando sulla
terrazzetta / zufolando un
motivetto di qualche anno fa
Apparenti tradimenti momentanei
nutrono rivoluzioni